domenica 27 agosto 2017

L'Apostille e i documenti all'estero

Una domanda che si sarà posto chi vuole trasferirsi all'estero, che si tratti di un periodo per studio, o che voglia rimanerci è: "come funziona con i documenti?"
Cioè, ogni paese ha i suoi, io vengo dall'Italia con il mio certificato di nascita, il mio titolo di studio, che sono diversi da quelli del Paese dove vado. Come farò per farli riconoscere?
La risposta è: dipende. Dal documento che vuoi utilizzare, dal Paese dove vai, dall'uso che devi farne, ecc.
Di solito viene richiesta la traduzione dei documenti presso un traduttore ufficiale, nel Paese di destinazione. E poi l'Apostille.
L'Apostille è un timbro che viene messo in Prefettura (in Italia) e che serve per legalizzare i documenti per l'estero in base ad una convenzione internazionale.

Vediamo come si ottiene questo timbro e dove si mette.
Prendiamo il caso dei documenti che vi può rilasciare normalmente il municipio. Ah, già, in Italia non siamo più abituati ad andare in comune a richiedere un certificato di nascita, di residenza, ecc. Si può autocertificare tutto, perfino la propria morte. L'autocertificazione è diventata la normalità e quando si vuole un certificato si può fare e si pagano ben 16 euro di marca da bollo, mica noccioline!
Pazienza, se all'estero vogliono un certificato, ci vuole quello.
A me finora sono serviti un paio di documenti. Uno è l'atto di nascita. Non il certificato che vi rilascia il comune di residenza, l'atto che vi può rilasciare solo il comune di nascita. E se siete nati lontani da dove vivete vi tocca un viaggetto, o dovrete contattare il municipio corrispondente. Una buona notizia: potrete avere questo atto già in formato multilingue, evitando (forse) di dover richiedere la traduzione in seguito.

Unica precauzione necessaria sarà quella di avvisare il municipio che si vuole richiedere l'Apostille. Il documento, infatti, dovrà essere firmato da qualcuno che ha una firma depositata in prefettura.
Passo successivo: portare nella prefettura della stessa città l'atto da autenticare. Questo timbro viene apposto (attenzione: questo è l'unico significato corretto della parola "Apposto") immediatamente e gratuitamente sul retro del documento. Se, come è successo a me, anche il retro del documento non ha uno spazio bianco, viene aggiunto un foglio.




Il documento viene numerato e in prefettura viene registrato, in modo che, quando lo stato estero vorrà verificarne l'autenticità, potrà contattare l'Italia, fornendo questo numero. Ovviamente anche l'Italia riceverà, quando richiesto, documenti dall'estero con questa legalizzazione e potrà controllarne la validità.
Avere un atto di nascita con questo timbro è utilissimo per chi vuole poter andare all'estero (a me è servito per sposarmi) e, se possibile, conviene consegnarne sempre una copia e tenersi l'originale.
Si può avere l'Apostille, se serve, sui documenti di stato civile (Nascita, stato di famiglia, residenza...) e anche sui titoli di studio.
Sul diploma? Sulla laurea? Ebbene sì!
E adesso? Come si fa?
Sono andato a Torino in una bella giornata d'autunno di 2 anni fa per la consegna della mia laurea. Mi hanno dato una bellissima pergamena che ho incorniciato e che non vorrei mai sciupare con un timbro. E poi, firma depositata in prefettura? Ce l'aveva il rettore la firma depositata? E devo tornare a Torino per l'Apostille?
No, niente paura. Dovrete solo sfilare la vostra pergamena dal quadretto e portarla in copisteria per farne fare una copia (se avete una fotocopiatrice abbastanza grande in casa, buon per voi). Una volta fatto questo, recatevi nel municipio della vostra città con l'originale, la copia e una marca da bollo da 16 euro (sì, sempre quella) e fate autenticare la fotocopia da un impiegato che abbia la firma depositata in prefettura ("io, io ho la firma internazionale!" mi dice gentilmente la signora che mi ha fatto l'autentica in comune). Poi, andate in comune, dove un sonnecchiante impiegato appoggerà la copia autenticata su un supporto di gomma e, con tutte le forze di cui dispone, sbatterà questo timbro enorme sul foglio. Compilerà poi tutti i campi e lo registrerà.

P. S. La prima volta che ho tentato di far apporre l'apostille al mio diploma di maturità, l'impiegato si è rifiutato, convinto questo timbro che si mettesse solo sui documenti di stato civile, e mi ha messo un altro timbro, che all'estero è stato inutile (per fortuna non mi serviva).
Sono tornato dal Messico un paio di anni dopo e sono ripassato, dicendo che con quel timbro che mi aveva messo non ci potevo far nulla.
"E allora cosa richiedono?" mi dice.
"L'Apostille".
e questa volta me l'ha fatta senza battere ciglio.

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