Eccoli, sono arrivati.
Do il benvenuto ai miei 40 anni. Li aspettavo, li desideravo.
Perché oggi vivo meglio che a 20 anni. Godo di una salute migliore, ho più voglia di vivere.
Perché ai 40 ci sono arrivato avendo raggiunto l'obiettivo più importante della mia vita. Ci sono arrivato con una moglie e una figlia stupende.
Perché i 40 per me sono un inizio. A differenza dei coetanei che vedo intorno a me, intrappolati in una vita di routine, io una routine non ce l'ho, sto vivendo ancora molti cambiamenti.
Perché ho vissuto finora una vita avventurosa, ho cambiato tanti posti e tanti lavori e penso di farlo ancora.
Un bel gesto dell'ombrello a tutti quelli che mi dicevano, quando avevo 15-20 anni "godetevi la vita ora che siete giovani perché poi non c'è più nulla da godere". Fanculo.
La vita comincia a 40 anni!
Non è mai troppo tardi per appropriarsi della propria vita e farla diventare bella
domenica 14 settembre 2014
domenica 7 settembre 2014
Le compagnie telefoniche - seconda parte
Ecco come è andata a finire.
Mi richiamano e mi dicono anche che la bolletta è giusta, che non hanno incassato soldi di troppo e che d'ora in poi continueranno a prendersi 20 € in più.
In pratica mi avevano fatto un'offerta per telefono, dicendo che avrei pagato un contributo "una tantum" per alzare le soglie di traffico tel. e internet e che per il resto il mio canone sarebbe rimasto inalterato.
L'operatrice che mi ha richiamato ieri nega. Nega spudoratamente che possano avermi detto una cosa del genere. E alla mia richiesta di dirmi quale sarà il mio canone netto d'ora in poi si rifiuta, dicendo che lei non si mette a fare i calcoli, che devo farmeli io.
Tutto ciò perché alla fine il canone che si paga è composto da voci assolutamente poco chiare in cui non viene mai detto all'utente quanto realmente pagherà.
L'antitrust, anni fa ha sanzionato questi comportamenti. Una volta questi giochetti li facevano escludendo l'iva dagli importi, ora sono stati obbligati a farlo.
Mi sono informato su cosa fare per recedere dalla 3 prima di aver concluso il contratto di 30 mesi che scade l'estate prossima. Mi prospettano una penale da 240 euro. Quindi recederò l'anno prossimo.
Non che sia un problema pagare una bolletta più alta, alla fine dei conti il servizio almeno lo sto ricevendo e mi interessa, non come succede tante volte che ci si ritrovano fatture per servizi non richiesti. Avrei anche potuto decidere io di pagare quei soldi in più per alzare le soglie, mi interessava comunque.
Il problema vero è la mancanza di trasparenza. L'essere costretti a stare sempre con la guardia alta perché l'imbroglio è dietro l'angolo.
Già mi immagino qualcuno che mi dice "ma quanto sei stato ingenuo, ti fanno un'offerta del genere e ci credi?".
Trovo molto grave il fatto di dover sempre lottare contro gli imbrogli. La cosa ancora peggiore è che su queste truffe, oltre al fatto che è difficile eventualmente lottare contro questi giganti ed averla vinta (anche se qualcuno ha vinto delle cause), non esistono mai responsabilità personali.
Cioè, a volte i clienti vanno a sfidare la compagnia telefonica in tribunale, qualche volta vincono e ricevono i rimborsi dopo aver penato anni e speso più di quel che ricevono. In alcune occasioni queste grosse aziende prendono le stangate che è giusto che prendano, succede anche alle assicurazioni che fanno cartello per tenere i costi alti, per esempio.
E poi chi paga le multe che prendono queste aziende? Nuovamente i clienti. Non vengono mai individuate e arrestate le persone responsabili.
Quando una ditta di queste imbroglia i clienti e incassa soldi, questi soldi vanno nelle tasche di qualche persona. Quando la suddetta ditta viene multata, chi ha intascato i soldi se ne fa un baffo.
E ad ogni occasione mi ripeto: non voglio più avere a che fare con l'Italia. Quando riuscirò ad andarmene non voglio metterci più piede, voglio rinunciare anche alla cittadinanza. Ho voluto aspettare un po', proprio per non scrivere nulla a caldo, per rabbia.
Purtroppo situazioni di questo genere sono sempre più frequenti, l'Italia peggiora ogni giorno. L'onestà è sempre di più considerata qualcosa di sbagliato, di adatto agli stupidi.
Per me è un conto alla rovescia. Ma questa è un'altra storia, ve ne parlerò...
Mi richiamano e mi dicono anche che la bolletta è giusta, che non hanno incassato soldi di troppo e che d'ora in poi continueranno a prendersi 20 € in più.
In pratica mi avevano fatto un'offerta per telefono, dicendo che avrei pagato un contributo "una tantum" per alzare le soglie di traffico tel. e internet e che per il resto il mio canone sarebbe rimasto inalterato.
L'operatrice che mi ha richiamato ieri nega. Nega spudoratamente che possano avermi detto una cosa del genere. E alla mia richiesta di dirmi quale sarà il mio canone netto d'ora in poi si rifiuta, dicendo che lei non si mette a fare i calcoli, che devo farmeli io.
Tutto ciò perché alla fine il canone che si paga è composto da voci assolutamente poco chiare in cui non viene mai detto all'utente quanto realmente pagherà.
L'antitrust, anni fa ha sanzionato questi comportamenti. Una volta questi giochetti li facevano escludendo l'iva dagli importi, ora sono stati obbligati a farlo.
Mi sono informato su cosa fare per recedere dalla 3 prima di aver concluso il contratto di 30 mesi che scade l'estate prossima. Mi prospettano una penale da 240 euro. Quindi recederò l'anno prossimo.
Non che sia un problema pagare una bolletta più alta, alla fine dei conti il servizio almeno lo sto ricevendo e mi interessa, non come succede tante volte che ci si ritrovano fatture per servizi non richiesti. Avrei anche potuto decidere io di pagare quei soldi in più per alzare le soglie, mi interessava comunque.
Il problema vero è la mancanza di trasparenza. L'essere costretti a stare sempre con la guardia alta perché l'imbroglio è dietro l'angolo.
Già mi immagino qualcuno che mi dice "ma quanto sei stato ingenuo, ti fanno un'offerta del genere e ci credi?".
Trovo molto grave il fatto di dover sempre lottare contro gli imbrogli. La cosa ancora peggiore è che su queste truffe, oltre al fatto che è difficile eventualmente lottare contro questi giganti ed averla vinta (anche se qualcuno ha vinto delle cause), non esistono mai responsabilità personali.
Cioè, a volte i clienti vanno a sfidare la compagnia telefonica in tribunale, qualche volta vincono e ricevono i rimborsi dopo aver penato anni e speso più di quel che ricevono. In alcune occasioni queste grosse aziende prendono le stangate che è giusto che prendano, succede anche alle assicurazioni che fanno cartello per tenere i costi alti, per esempio.
E poi chi paga le multe che prendono queste aziende? Nuovamente i clienti. Non vengono mai individuate e arrestate le persone responsabili.
Quando una ditta di queste imbroglia i clienti e incassa soldi, questi soldi vanno nelle tasche di qualche persona. Quando la suddetta ditta viene multata, chi ha intascato i soldi se ne fa un baffo.
E ad ogni occasione mi ripeto: non voglio più avere a che fare con l'Italia. Quando riuscirò ad andarmene non voglio metterci più piede, voglio rinunciare anche alla cittadinanza. Ho voluto aspettare un po', proprio per non scrivere nulla a caldo, per rabbia.
Purtroppo situazioni di questo genere sono sempre più frequenti, l'Italia peggiora ogni giorno. L'onestà è sempre di più considerata qualcosa di sbagliato, di adatto agli stupidi.
Per me è un conto alla rovescia. Ma questa è un'altra storia, ve ne parlerò...
giovedì 4 settembre 2014
Amiche di fuso
Al momento vivo in Italia.
Al momento. Ho vissuto in Messico per un annetto e in Italia ho girato un po', cambiando diverse città e regioni.
Aspiro comunque ad andare di nuovo in un altro Paese. Per ora su questo non scendo in dettagli.
Per tanti anni ho valutato diversi posti dove poter espatriare, ma non è che sia facile muoversi, provare ad andarci a vivere per un po', vedere se ci si trova bene. E' un po' complicato quando si ha famiglia.
Così ho cercato sempre la documentazione che potevo trovare sui posti a cui avevo pensato. Ed ho cominciato a seguire qualche blog. Ottimo, perché i racconti della vita quotidiana degli italiani che vivono all'estero sono una fonte preziosa di informazioni.
Di sicuro ci ho guadagnato delle amicizie a distanza. L'elenco dei blog che seguo, che vedete sulla destra, è formato in gran parte da expat, termine che ho conosciuto da poco, che identifica gli espatriati, gli italiani che si sono immersi in un'altra cultura.
Qualche giorno fa ho ricevuto un invito. Ma che invito. Guardate un po' qua
All'indirizzo http://amichedifuso.wordpress.com/ troverete uno di questi blog. Ok, va bene, un blog, si può pensare. Uno? 15, tutti insieme.
Al momento. Ho vissuto in Messico per un annetto e in Italia ho girato un po', cambiando diverse città e regioni.
Aspiro comunque ad andare di nuovo in un altro Paese. Per ora su questo non scendo in dettagli.
Per tanti anni ho valutato diversi posti dove poter espatriare, ma non è che sia facile muoversi, provare ad andarci a vivere per un po', vedere se ci si trova bene. E' un po' complicato quando si ha famiglia.
Così ho cercato sempre la documentazione che potevo trovare sui posti a cui avevo pensato. Ed ho cominciato a seguire qualche blog. Ottimo, perché i racconti della vita quotidiana degli italiani che vivono all'estero sono una fonte preziosa di informazioni.
Di sicuro ci ho guadagnato delle amicizie a distanza. L'elenco dei blog che seguo, che vedete sulla destra, è formato in gran parte da expat, termine che ho conosciuto da poco, che identifica gli espatriati, gli italiani che si sono immersi in un'altra cultura.
Qualche giorno fa ho ricevuto un invito. Ma che invito. Guardate un po' qua
| Su gentile concessione delle autrici |
Le donne ne sanno una più del diavolo. Ci si sono messe in 15 a creare un unico blog. Diventa una fonte preziosa di informazioni per chi vuole conoscere come si vive in vari paesi.
Però, viene da pensare, 15 donne che parlano tutte insieme? Si salvi chi può!
Macché, è un'occasione unica. Pensateci, commentare questo blog significa poter parlare a 15 donne insieme senza essere interrotti. E quando ti ricapita!
E ci troviamo pure le rubriche, i post belli ordinati per tema, tipo "expat perché", "integrazione", "i figli".
Di più non direi, basta cliccare qui e si apre il mondo delle expat. Attenzione, può dare dipendenza!
lunedì 1 settembre 2014
Cinque anni di tremendezza
Sondrio, Dicembre 2008
Volevamo riprovarci. "Riprovarci" è una parolaccia in questo contesto, ma era quella che ci era stata detta un po' di volte, è quella che si usa di solito in queste occasioni.
"Riprovarci un cazzo!" mi viene da pensare. Avevamo perso un figlio. Aborto spontaneo alla nona settimana.
- Ma come si spiega, dottore?
- Chissà, purtroppo è frequente nella specie umana.
Capita e nella maggior parte dei casi non si cercano le cause.
Riprovarci, no, volevamo cercare di avere un altro figlio.
E' così che comincia questa storia, con tutta la paura e la tristezza che si può provare in questa occasione. Ma poi continua molto meglio.
"Qui ci vuole una buona dose di speranza, un intervento superiore", ci siamo detti. E chi chiamerai? No, non i Ghostbusters, e nemmeno Superman. Abbiamo scomodato nientepopodimeno che il Santo delle cause impossibili. Quello che non ci ha mai negato nulla, e che ci aspetta con un conto stratosferico. Ci siamo recati dunque in questo santo luogo.
E qui c'è qualcuno che riconoscerà dove siamo. Non voglio togliere a nessuno la soddisfazione di indovinare o di riconoscere il luogo. Alzi la mano chi sa dov'è.
Non sapremo mai se in quel momento la grazia richiesta al santo era stata già esaudita o se lo è stata in tempi brevissimi. Altro che trafile burocratiche.
E così, verso Natale la mogliettina mi chiede
- Sei pronto?
e io
- ???
E mi presenta il test di gravidanza, positivo. Tremendazza in arrivo.
Nascita prevista: 2 settembre.
La prima foto che abbiamo di questa monella risale a circa un mese dopo
E già allora la signorina mostrava la sua vivacità. Questo fermo immagine non rende, ma non stava ferma un secondo, si muoveva, rotolava continuamente. In questa foto misura 3 cm, e già così vispa.
In questa foto la Tremendazza mi prende a pedate. Già prima di nascere, cominciamo bene! E qui aveva già dimostrato la sua insolenza.
All'ultima ecografia ci chiedono:
- sapete già il sesso?
- eh, la scorsa volta hanno detto che dovrebbe essere femmina, ma non erano sicuri
- femmina 100%
Quel "femmina 100%" si è ripetuto in mille occasioni, ogni volta che la signorina ha dimostrato la sua loquacità, ogni volta che ha fatto la smorfiosa, quel disgraziato del suo papà non ha mai perso occasione di ripetere "femmina 100%".
Il nome è deciso da un pezzo. La figlia prenderà il nome del santo che ha concesso la grazia.
Intanto ci prepariamo ad accoglierla. E questo "prepariamo" significa "traslochiamo in una casa più grande", fortunatamente nello stesso edificio, sullo stesso piano, con lo stesso proprietario. Approfittando della casa più grande si completa il trasloco da Matera.
Parto, lasciando la moglie da sola col pancione di 8 mesi e cercando anche di fare alla svelta. E quando dico "da sola" intendo proprio "da sola". Se ci fossero stati problemi, ad aiutarci non c'era davvero nessuno.
Esta niña no se va a esperar.
La mamma lo sentiva, la tremendazza era a testa in giù ormai da due mesi e dava testate perché aveva voglia di uscire. Già si era capito che è una che non ha voglia di aspettare, e così è ancora oggi. E intanto la mamma le diceva "aspetta, fra poco arriva papà e ci porta in ospedale".
Da allora tutto procede a ritmo serrato.
- Il 19 Agosto arrivo a Sondrio. Matera-Sondrio sono 1100 Km, non si fanno in 5 minuti!
- Il 20 vengo richiamato al lavoro. Trasferta a 30 km di distanza, per fortuna per un giorno solo.
- Il 21 mattina, visita in ospedale. La dottoressa dice "ci vediamo mercoledì" (era venerdì).
La sera chiamo la zia pediatra a Matera, che mi risponde "macché venerdì". Voleva dire che ci siamo già.
Chiudo il telefono e iniziano le contrazioni. Nuovo giro in ospedale. Visitano la mamma, la trattengono e mandano me a casa, mi richiamano dopo qualche ora, quando è il momento.
- 22 Agosto, ore 4:30 squilla il telefono, ci siamo.
- Sabato 22 Agosto 2009 ore 5:10. Nasce la Tremendazza. In anticipo di 11 giorni.
49 centimetri per 3,100 kg.
3 cm alla prima ecografia, 49 alla nascita, di questo passo, all'anno di età avevo calcolato che sarebbe stata alta 12 metri.
E si fa conoscere immediatamente. Vivace sempre, ogni giorno. Femmina 100%. Impaziente. Insolente. Affettuosa, tanto. Da allora, mai un minuto di tregua, ma ne vale veramente la pena.
Lucca, 23 Agosto 2014
La Tremendazza festeggia i 5 anni con tanti altri colleghi tremendazzi. Mi sbagliavo, non dovevo misurarla in centimetri, ma con la scala Mercalli (o con la Richter). Aumenta di un grado all'anno, costantemente.
Tanti auguri, piccola mia.
Volevamo riprovarci. "Riprovarci" è una parolaccia in questo contesto, ma era quella che ci era stata detta un po' di volte, è quella che si usa di solito in queste occasioni.
"Riprovarci un cazzo!" mi viene da pensare. Avevamo perso un figlio. Aborto spontaneo alla nona settimana.
- Ma come si spiega, dottore?
- Chissà, purtroppo è frequente nella specie umana.
Capita e nella maggior parte dei casi non si cercano le cause.
Riprovarci, no, volevamo cercare di avere un altro figlio.
E' così che comincia questa storia, con tutta la paura e la tristezza che si può provare in questa occasione. Ma poi continua molto meglio.
"Qui ci vuole una buona dose di speranza, un intervento superiore", ci siamo detti. E chi chiamerai? No, non i Ghostbusters, e nemmeno Superman. Abbiamo scomodato nientepopodimeno che il Santo delle cause impossibili. Quello che non ci ha mai negato nulla, e che ci aspetta con un conto stratosferico. Ci siamo recati dunque in questo santo luogo.
Non sapremo mai se in quel momento la grazia richiesta al santo era stata già esaudita o se lo è stata in tempi brevissimi. Altro che trafile burocratiche.
E così, verso Natale la mogliettina mi chiede
- Sei pronto?
e io
- ???
E mi presenta il test di gravidanza, positivo. Tremendazza in arrivo.
Nascita prevista: 2 settembre.
La prima foto che abbiamo di questa monella risale a circa un mese dopo
E già allora la signorina mostrava la sua vivacità. Questo fermo immagine non rende, ma non stava ferma un secondo, si muoveva, rotolava continuamente. In questa foto misura 3 cm, e già così vispa.
In questa foto la Tremendazza mi prende a pedate. Già prima di nascere, cominciamo bene! E qui aveva già dimostrato la sua insolenza.
All'ultima ecografia ci chiedono:
- sapete già il sesso?
- eh, la scorsa volta hanno detto che dovrebbe essere femmina, ma non erano sicuri
- femmina 100%
Quel "femmina 100%" si è ripetuto in mille occasioni, ogni volta che la signorina ha dimostrato la sua loquacità, ogni volta che ha fatto la smorfiosa, quel disgraziato del suo papà non ha mai perso occasione di ripetere "femmina 100%".
Il nome è deciso da un pezzo. La figlia prenderà il nome del santo che ha concesso la grazia.
Intanto ci prepariamo ad accoglierla. E questo "prepariamo" significa "traslochiamo in una casa più grande", fortunatamente nello stesso edificio, sullo stesso piano, con lo stesso proprietario. Approfittando della casa più grande si completa il trasloco da Matera.
Parto, lasciando la moglie da sola col pancione di 8 mesi e cercando anche di fare alla svelta. E quando dico "da sola" intendo proprio "da sola". Se ci fossero stati problemi, ad aiutarci non c'era davvero nessuno.
Esta niña no se va a esperar.
La mamma lo sentiva, la tremendazza era a testa in giù ormai da due mesi e dava testate perché aveva voglia di uscire. Già si era capito che è una che non ha voglia di aspettare, e così è ancora oggi. E intanto la mamma le diceva "aspetta, fra poco arriva papà e ci porta in ospedale".
Da allora tutto procede a ritmo serrato.
- Il 19 Agosto arrivo a Sondrio. Matera-Sondrio sono 1100 Km, non si fanno in 5 minuti!
- Il 20 vengo richiamato al lavoro. Trasferta a 30 km di distanza, per fortuna per un giorno solo.
- Il 21 mattina, visita in ospedale. La dottoressa dice "ci vediamo mercoledì" (era venerdì).
La sera chiamo la zia pediatra a Matera, che mi risponde "macché venerdì". Voleva dire che ci siamo già.
Chiudo il telefono e iniziano le contrazioni. Nuovo giro in ospedale. Visitano la mamma, la trattengono e mandano me a casa, mi richiamano dopo qualche ora, quando è il momento.
- 22 Agosto, ore 4:30 squilla il telefono, ci siamo.
- Sabato 22 Agosto 2009 ore 5:10. Nasce la Tremendazza. In anticipo di 11 giorni.
49 centimetri per 3,100 kg.
3 cm alla prima ecografia, 49 alla nascita, di questo passo, all'anno di età avevo calcolato che sarebbe stata alta 12 metri.
E si fa conoscere immediatamente. Vivace sempre, ogni giorno. Femmina 100%. Impaziente. Insolente. Affettuosa, tanto. Da allora, mai un minuto di tregua, ma ne vale veramente la pena.
La Tremendazza festeggia i 5 anni con tanti altri colleghi tremendazzi. Mi sbagliavo, non dovevo misurarla in centimetri, ma con la scala Mercalli (o con la Richter). Aumenta di un grado all'anno, costantemente.
venerdì 29 agosto 2014
Vasectomia
Avvertenza: il contenuto di questo post contiene dettagli clinici SOLO nel documento allegato. Il resto può essere letto con tranquillità anche da chi è particolarmente impressionabile. Non ci sono foto che possano spaventare.
Per i miei 40 anni mi sono fatto un regalo che desideravo da tanto tempo: la vasectomia. Si tratta della sterilizzazione maschile. In sostanza, con un piccolo intervento, da considerare irreversibile, si ottiene l'effetto di non poter avere più figli.
In rete non è difficile trovare informazioni su come funziona questo intervento, con tutti i dettagli. Ovviamente non tutto ciò che si trova in rete è attendibile, anzi tutto va preso con le molle. Ho un documento che può essere utile a chi è interessato. Prima dell'intervento ho firmato un consenso in cui sono sintetizzate tutte le informazioni più importanti, a cui aggiungo poche cose:
1. Non c'è nulla di cui aver paura. Non è completamente indolore, ma si soffre meno che dal dentista. Dovrebbe esserne una prova già il fatto che stamattina ho fatto l'intervento ed ora sono qui a scrivere il post.
E, come scritto nell'informativa, non è una castrazione.
2. In Italia non viene eseguito in qualunque ospedale. Per poterlo fare sono andato a Brescia, dove ho trovato un'equipe eccezionale, sottolineo eccezionale, che mi ha trattato con tutti i riguardi.
3. E' a pagamento. Qui a Brescia costa 500 euro. L'attesa è stata di 2 mesi, considerando che siamo a fine estate e questo intervento viene eseguito una volta al mese in questa clinica, non è un tempo lungo.
4. Non sempre viene effettuata. Di solito è richiesto che si abbiano 40 anni e due figli, comunque si passa prima a fare un colloquio e una visita preliminare col medico che, oltre a valutare eventuali controindicazioni, ascolta le motivazioni del paziente e lo informa. Nessun trattamento inquisitorio, si cerca di evitare a una persona di fare qualcosa di cui si possa pentire.
Ma non è esattamente di questo che vorrei parlare. Come dicevo, chi vuole delle informazioni attendibili per scegliere se fare o no questo intervento non deve affidarsi alla rete, nemmeno al mio blog, deve parlare con i medici e porre tutte le domande che ha.
Mi interessa più discutere di questa scelta.
Chi sceglie di fare questo intervento? A che età? Perché?
In Italia è un metodo poco diffuso, mentre all'estero molto di più, ho però letto un po' di bestialità che non mi sono piaciute.
Uno dei casi possibili è la scelta di una coppia. Lui e lei, relazione stabile, con anni di matrimonio/convivenza alle spalle, spesso con figli, decidono che la dimensione della famiglia è quella che desiderano come definitiva e scelgono questo metodo di contraccezione permanente.
La sterilizzazione maschile è meno invasiva di quella femminile. Per questo ho letto di molte donne che sostengono che la contraccezione non debba essere sempre affidata alla donna, che la vasectomia è un gesto di rispetto verso la propria compagna ed opinioni simili. Ho letto anche di una donna che ha scritto "vorrei farla fare a mio marito, ma non è d'accordo, ecc...".
Non sono d'accordo. Ci sono due scelte che vanno considerate in maniera separata.
Una è quella di non avere altri figli (o di non averne affatto), l'altra è quella di sterilizzarsi. La prima è una scelta di coppia, la seconda è una scelta prevalentemente individuale.
Eh, sì, perché un conto è non voler allargare la propria famiglia, ma esistono i casi in cui le coppie si sfasciano, uno dei due vuole formare una nuova famiglia e desidera avere altri figli col nuovo/a partner. Quindi è indispensabile che chi si sterilizza ci pensi: in un'altra situazione potrei mai desiderare altri figli? Se la risposta è un no incondizionato, ok, altrimenti ritorna al punto precedente e pensaci ancora. E poi, sotto i ferri ci va uno solo e, per quanto poco invasiva, la modifica al proprio corpo la subisce uno solo.
Quindi, dicevo, una scelta prevalentemente individuale, ma comunque con l'appoggio del partner, che la condivida. Non si può imporre una scelta del genere al proprio marito (ma nemmeno alla propria moglie), deve essere la persona che lo fa a desiderarlo. Ma è importante anche che il partner sia d'accordo. Non solo per il fatto che questa scelta è definitiva, ma anche per l'importanza che ha, in una coppia, condividere le scelte individuali, appoggiarsi a vicenda.
Ci sono poi le coppie giovani, ma che sono molto sicure di non voler procreare. Ci sono i single, che desiderano poter cambiare sempre partner senza trovarsi mai nella situazione di essere costretti ad accasarsi. Ci possono essere altre situazioni, da tutte queste sono così lontano da non sapermi neanche esprimere, anzi, chi vuole farlo nei commenti, è benvenuto.
Quanta convinzione ci vuole per poter fare un intervento del genere? Tanta, davvero tanta. Non è una decisione che ho preso dall'oggi al domani. Ho cominciato a pensarci a 13 anni, quando ho scoperto l'esistenza di questa possibilità. Mi sono sempre detto che, quando avessi deciso quale dovesse essere la dimensione della mia famiglia, avrei potuto fare questa cosa.
Io credo, però, che ci voglia la stessa convinzione nel decidere di avere un figlio. Un figlio non può e non deve arrivare per caso, deve essere voluto, desiderato da entrambi i genitori, da molto prima di esistere. Se c'è solo, anche solo un piccolo dubbio nel pensare di volere un figlio o no, la risposta per me è sempre di evitare il concepimento. Se è solo uno dei due a voler procreare, meglio di no. Un figlio non voluto se ne accorge, lo capisce e vive male.
Per non parlare di quella pessima, cattivissima, deprecabile, infame abitudine che hanno in molti casi le famiglie di origine, i genitori che vogliono diventare nonni e spingono i propri figli, che magari non sono convinti, a moltiplicarsi. Queste persone le condanno senza appello. Non so quanto vengano realmente ascoltate, ma quando questo succede, è facile che gli unici a essere contenti siano questi nonni, e forse nemmeno.
Io ero molto convinto anche nel non volere un secondo figlio. Su questo ci ho pensato per qualche anno, se scegliere di averne un altro o no (tre mai, sono contrario al terzo figlio sempre e comunque). Ma ho vissuto la gravidanza e il parto con una gran paura. Avevo paura di perdere mia moglie, anche se non c'erano rischi. Dopo il parto ho cominciato a pensare che era meglio di no, di non fare un altro figlio. In questi 5 anni sono state tantissime le volte in cui mi sono detto "meno male che è una sola" e mai ho pensato "ne vorrei un altro". Ho condiviso con mia moglie i miei pensieri e anche lei mi ha detto quel che pensa. La scelta è stata condivisa.
Un po' di dubbi ci sono stati solo perché temevo che mia figlia, come figlia unica, non sarebbe cresciuta bene. Ma su questo ho cambiato idea col tempo.
Ok, chi vuole, può leggere i dettagli clinici in questo documento. Chi vuole farmi qualche domanda può scrivermi. A presto
Aggiornamento: in questi giorni è stato pubblicato un post molto istruttivo sull'argomento, dove vengono dati molti dettagli su come, dove, perché della vasectomia. Lo trovate qui
Aggiornamento: in questi giorni è stato pubblicato un post molto istruttivo sull'argomento, dove vengono dati molti dettagli su come, dove, perché della vasectomia. Lo trovate qui
martedì 26 agosto 2014
Le compagnie telefoniche
Con le compagnie telefoniche è sempre una lotta. Non si può mai parlare di un servizio e di un compenso dovuto, si deve sempre avere a che fare con un nemico.
Mi è stato suggerito di usare la pec per comunicare. Ha valore legale e sembra che sia più temuta delle consuete raccomandate A/R. Dopo aver penato col call center ho scritto questa pec:
Segnalo con la presente un errore nella fattura ...
Ne risulta un totale del conto telefonico di ... 21,30 € in più del dovuto.
Ho segnalato il problema all'operatore del call center 133, che ha inoltrato la segnalazione, indicando che l'importo verrà poi accreditato nella bolletta successiva, soluzione inaccettabile.
La fattura in questione, con scadenza 8/9/2014 deve essere infatti annullata e sostituita da una successiva con l'importo corretto. Non vi sono i presupposti legali perché H3g possa richiedere l'anticipo di una qualunque somma non dovuta al cliente riservandosi poi di stornarla successivamente. L'incasso di tale fattura costituirebbe reato di appropriazione indebita ai sensi dell'articolo 646 del codice penale.
Preciso quindi che, qualora tale azione dovesse avere luogo, mi rivolgerò alla magistratura perché il responsabile sia sanzionato penalmente.
Segnalo inoltre la grave scortesia dell'operatore che mi ha risposto, che oltre a rifiutarsi di inoltrare la mia richiesta di cancellazione della fattura, si è rivolto con toni aggressivi e, soprattutto ha chiuso la comunicazione senza che fosse arrivata a conclusione (mi ha sbattuto il telefono in faccia). Resto in attesa di conoscere le sanzioni che verranno applicate al vostro operatore per questo comportamento.
Esigo di essere tempestivamente ricontattato al n. ... per la soluzione di tale controversia
Luciano Canosa
Mi è stato suggerito di usare la pec per comunicare. Ha valore legale e sembra che sia più temuta delle consuete raccomandate A/R. Dopo aver penato col call center ho scritto questa pec:
Segnalo con la presente un errore nella fattura ...
Ne risulta un totale del conto telefonico di ... 21,30 € in più del dovuto.
Ho segnalato il problema all'operatore del call center 133, che ha inoltrato la segnalazione, indicando che l'importo verrà poi accreditato nella bolletta successiva, soluzione inaccettabile.
La fattura in questione, con scadenza 8/9/2014 deve essere infatti annullata e sostituita da una successiva con l'importo corretto. Non vi sono i presupposti legali perché H3g possa richiedere l'anticipo di una qualunque somma non dovuta al cliente riservandosi poi di stornarla successivamente. L'incasso di tale fattura costituirebbe reato di appropriazione indebita ai sensi dell'articolo 646 del codice penale.
Preciso quindi che, qualora tale azione dovesse avere luogo, mi rivolgerò alla magistratura perché il responsabile sia sanzionato penalmente.
Segnalo inoltre la grave scortesia dell'operatore che mi ha risposto, che oltre a rifiutarsi di inoltrare la mia richiesta di cancellazione della fattura, si è rivolto con toni aggressivi e, soprattutto ha chiuso la comunicazione senza che fosse arrivata a conclusione (mi ha sbattuto il telefono in faccia). Resto in attesa di conoscere le sanzioni che verranno applicate al vostro operatore per questo comportamento.
Esigo di essere tempestivamente ricontattato al n. ... per la soluzione di tale controversia
Luciano Canosa
Insomma, con questi presupposti una compagnia telefonica potrebbe anche chiedere un milione di euro, per poi rimborsarlo successivamente.
Vediamo cosa succede.
Vediamo cosa succede.
sabato 23 agosto 2014
La carta del coraggio
Sono uno scout.
Da sempre, per sempre.
Ho cominciato da piccolo, a 8 anni, come lupetto. E ho continuato ininterrottamente per altri 10 anni, poi con varie interruzioni per altri 10.
Lupetto, esploratore, rover, capo reparto. Negli scouts ci sono cresciuto, sono stati sempre una parte importante della mia vita e lo sono ancora anche se non ho contatti con un gruppo scout da anni.
Perché quando si sceglie di essere scout, lo si è per sempre. Fa proprio parte della promessa scout, la scelta di adottare uno stile di vita che si continuerà a mantenere anche quando si smette di indossare il fazzolettone.
Rispettare l'ambiente in ogni scelta quotidiana, essere attenti verso il prossimo, sempre pronti ad aiutare e mai indifferenti, partecipare attivamente alla vita della propria comunità invece di subirne passivamente ogni scelta, questi e tanti altri sono comportamenti che contraddistinguono, o dovrebbero contraddistinguere, uno scout. Intendiamoci, con tutti i difetti e le mancanze di ogni persona, a cominciare dal sottoscritto.
Anche se manco da tanto (e non escludo di tornare in futuro) non ho mai detto "sono stato scout", lo sono ancora. Sono cresciuto nell'Agesci. La c della sigla Agesci significa "cattolici".
Qualche settimana fa c'è stato un evento molto bello, di quelli che, per chi lo vive, non si dimenticano, di quelli che ad ognuno capitano, quando va bene, una o due volte, nella propria vita scout. Un campo nazionale. Proprio a pochi km da qui. A san rossore. Una zona da cui passavo fino all'anno scorso per andare a lavorare.
Non c'ero, ma ho percepito la vicinanza di questi ragazzi. Col cuore ho dato loro il benvenuto e mi ha fatto davvero piacere che siano stati qui.
Come dicevo, una caratteristica che contraddistingue uno scout è il fatto che prende parte attivamente alla vita della propria comunità. Dagli scout provengono spesso politici, giornalisti, scienziati, persone che cercano (ognuna come crede che sia possibile) di lasciare il mondo un po' migliore di come lo hanno trovato.
Durante questo evento è stata consegnata al presidente Renzi e al cardinale Bagnasco la carta del coraggio.
Ho avuto modo di leggerla solo in parte (il testo integrale è disponibile qui), ma la trovo un documento stupendo. E' stato scritto dai ragazzi (ragazzi dai 16 ai 20 anni) con un lavoro che è durato un anno.
Purtroppo sta passando molto sotto silenzio e, nelle poche occasioni in cui ne ho letto, ho trovato un ostruzionismo da paura.
Vorrei riprodurre alcuni punti di questa carta. Una delle cose più belle che ha è che per ogni punto ci sono due paragrafi. Il primo dice "Ci impegniamo" e il secondo "Chiediamo". Questo è lo scoutismo che conosco. Non solo richieste, e al tempo stesso, nessuna sottomissione. E mica paroloni vuoti. Frasi molto chiare, impegni e richieste precise.
Scusate se ne riporto solo una parte così ristretta, ma il documento è molto lungo.


Devo precisare una cosa: ai ragazzi che fanno parte dell'Agesci NON è richiesto di essere cattolici. La proposta cattolica fa parte del percorso educativo, si lascia che i ragazzi crescano, la mettano in discussione, facciano le loro scelte. Solo a chi vuole diventare un educatore è richiesta la scelta cattolica.
Da sempre, per sempre.
Ho cominciato da piccolo, a 8 anni, come lupetto. E ho continuato ininterrottamente per altri 10 anni, poi con varie interruzioni per altri 10.
Lupetto, esploratore, rover, capo reparto. Negli scouts ci sono cresciuto, sono stati sempre una parte importante della mia vita e lo sono ancora anche se non ho contatti con un gruppo scout da anni.
Perché quando si sceglie di essere scout, lo si è per sempre. Fa proprio parte della promessa scout, la scelta di adottare uno stile di vita che si continuerà a mantenere anche quando si smette di indossare il fazzolettone.
Rispettare l'ambiente in ogni scelta quotidiana, essere attenti verso il prossimo, sempre pronti ad aiutare e mai indifferenti, partecipare attivamente alla vita della propria comunità invece di subirne passivamente ogni scelta, questi e tanti altri sono comportamenti che contraddistinguono, o dovrebbero contraddistinguere, uno scout. Intendiamoci, con tutti i difetti e le mancanze di ogni persona, a cominciare dal sottoscritto.
Anche se manco da tanto (e non escludo di tornare in futuro) non ho mai detto "sono stato scout", lo sono ancora. Sono cresciuto nell'Agesci. La c della sigla Agesci significa "cattolici".
Qualche settimana fa c'è stato un evento molto bello, di quelli che, per chi lo vive, non si dimenticano, di quelli che ad ognuno capitano, quando va bene, una o due volte, nella propria vita scout. Un campo nazionale. Proprio a pochi km da qui. A san rossore. Una zona da cui passavo fino all'anno scorso per andare a lavorare.
Non c'ero, ma ho percepito la vicinanza di questi ragazzi. Col cuore ho dato loro il benvenuto e mi ha fatto davvero piacere che siano stati qui.
Come dicevo, una caratteristica che contraddistingue uno scout è il fatto che prende parte attivamente alla vita della propria comunità. Dagli scout provengono spesso politici, giornalisti, scienziati, persone che cercano (ognuna come crede che sia possibile) di lasciare il mondo un po' migliore di come lo hanno trovato.
Durante questo evento è stata consegnata al presidente Renzi e al cardinale Bagnasco la carta del coraggio.
Ho avuto modo di leggerla solo in parte (il testo integrale è disponibile qui), ma la trovo un documento stupendo. E' stato scritto dai ragazzi (ragazzi dai 16 ai 20 anni) con un lavoro che è durato un anno.
Purtroppo sta passando molto sotto silenzio e, nelle poche occasioni in cui ne ho letto, ho trovato un ostruzionismo da paura.
Vorrei riprodurre alcuni punti di questa carta. Una delle cose più belle che ha è che per ogni punto ci sono due paragrafi. Il primo dice "Ci impegniamo" e il secondo "Chiediamo". Questo è lo scoutismo che conosco. Non solo richieste, e al tempo stesso, nessuna sottomissione. E mica paroloni vuoti. Frasi molto chiare, impegni e richieste precise.
Scusate se ne riporto solo una parte così ristretta, ma il documento è molto lungo.


Devo precisare una cosa: ai ragazzi che fanno parte dell'Agesci NON è richiesto di essere cattolici. La proposta cattolica fa parte del percorso educativo, si lascia che i ragazzi crescano, la mettano in discussione, facciano le loro scelte. Solo a chi vuole diventare un educatore è richiesta la scelta cattolica.
Qui, però, l'associazione non transige. Non è permesso a chi vive una situazione di contrasto col vangelo (conviventi etero od omosessuali, divorziati risposati ecc), di prestare servizio educativo.
Il concetto di per sé non è sbagliato. Non si può predicare bene e razzolare male. Non è permesso fare i capi nemmeno a chi ha carichi penali e, udite udite, non è permesso nemmeno a chi sta svolgendo un mandato politico (questo per mantenere una neutralità e un'indipendenza nei confronti dei partiti).
Il punto è che è sbagliato il principio alla radice. Ma che minchiate mi viene a dire la chiesa cattolica? Che due omosessuali o lesbiche non sono una famiglia? Gesù mica ha detto questo. Anzi:
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro
19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro
(dal vangelo di Matteo). Mica dice Gesù che debbano essere per forza un uomo e una donna, o che debbano per forza fare figli. O meglio, lo dice in seguito, ma non dice mai che debba essere l'unica scelta possibile. Anzi, a me questo punto 19 non lascia dubbi, il matrimonio gay è benedetto.
Mi ritengo cristiano, ma ho preso molto le distanze dalla chiesa cattolica. E' da tanto che penso che ci debba essere il matrimonio gay in chiesa, che debba esistere l'adozione per le coppie omosessuali, che ci debba essere il sacerdozio femminile, che il celibato imposto ai preti sia una cagata pazzesca. E non vado più a messa, perché non ne potevo più di quest'ora vissuta con tolleranza, aspettando solo che finisca, in cui la maggior parte del tempo è dedicata a ripetere a memoria le stesse preghiere e tante volte l'omelia, che dovrebbe essere la parte più significativa, è inascoltabile. Ho conosciuto qualche prete veramente valido, pochissimi, e alle loro messe sono sempre andato volentieri, a volte ci ho collaborato. Ma sempre una minoranza molto ristretta.
E cosa scopro? Che i ragazzi presentano delle richieste alla chiesa. Questo nessuno aveva mai avuto il coraggio di farlo. Di dire alla chiesa "basta imposizioni", siamo cristiani e contiamo anche noi. Vogliamo dire la nostra, così non va bene e chiediamo un cambio.
Ho letto dei commenti allucinanti. Non riesco a linkarli, ma ne copio qualcuno:
- chiediamo al Papa, ai vescovi, alla chiesa... che cacchio chiedono??????? Obbediscano e stiano zitti!+
- ecco appunto che quel voler scavalcare l'autorita' da parte dei cattolici, mi fa piu paura di tutto il resto
- Forse non hanno capito che il cattolicesimo non è una democrazia... ma una Monarchia! Viva Cristo Re!
...
Tutti i commenti che sto trovando in giro sono di questo tono. La chiesa ha sempre in bocca la parola "rinnovamento", ora che questi ragazzi il rinnovamento lo chiedono, senza mezzi termini, a chiare lettere, la chiesa risponde no.
Io continuo a stupirmi e ad essere scandalizzato da queste posizioni conservatrici. Non pensavo che potessero esserci così tanti squilibrati, fanatici religiosi che non hanno nulla da invidiare ai jihadisti.
Poi mi ricordo che ho dovuto lavorare anche io con una "persona" così. Un fanatico destinato all'ultimo girone infernale per come si divertiva a trattare la gente come merda.
La cosa che più mi infastidisce è la pretesa di continuare a mantenere questa struttura fatta di dogmi e di imposizioni dall'alto. Il papa sarebbe Cristo in terra, infallibile. E soprattutto, ci si è autoproclamato.
Ma 'na cippa di minchia! Il papa non è Cristo in terra e non è più infallibile di me. Ed io che mi sento cristiano voglio partecipare in maniera democratica alla vita della chiesa. Matrimonio gay si o no? Ai voti! Un miliardo di coscienze sapranno decidere.
E invece pensano sempre di essere a scuola. Ma di quelle scuole di ultima categoria, in cui si mette a tacere l'alunno, con un "zitto tu che non capisci". Il prete, il papa, è l'esperto, è il professore, e il fedele resta un alunno a vita.
Qualche anno fa, durante una messa, ho ascoltato con attenzione l'omelia, che ritengo la parte più importante. Mi ha fatto arrabbiare. Mi sono alzato a metà e me ne sono andato. Poi, alla fine della messa, sono tornato indietro, ho avvicinato il parroco, gli ho detto che mi ha offeso e che il Signore perdoni le sue bestemmie.
Questi ragazzi che non abbassano la testa mi piacciono, tanto. Mi rappresentano, mi sento uno di loro. E li ringrazio per questo lavoro. Non arrendetevi, continuate così.
Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggere questo post fino in fondo e vorrei aggiungere un paio di cose:
- i commenti sono tutti benvenuti, da parte di chi appartiene a qualunque fede religiosa (o anche a nessuna), orientamento sessuale ecc. E sono benvenuti i commenti di chi la pensa diversamente da me. La diversità è sempre una ricchezza, quando la si vive come tale.
- spero di non aver fatto sbadigliare gli atei, che magari potrebbero anche aver lasciato la lettura di questo post a metà (sacrosanto diritto del lettore).
- per questa volta non ce l'ho fatta a mettere un po' di foto. Il fatto è che questo è un periodo abbastanza impegnativo, mi aspettano 3 esami universitari ed un piccolo intervento chirurgico. Poi ve li racconto. Anzi, non pensavo di scrivere oggi, ma a un certo punto mi prudevano proprio le mani.
- in realtà ci sarebbe da parlare molto anche degli altri aspetti, non solo del matrimonio gay, ma già così ho sproloquiato oltre ogni limite.
- ci sono tanti temi di cui vi voglio parlare, il tempo è poco e i post si diradano, restate sintonizzati
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